Riprendiamoci la vita

“La vita è ciò che ti accade intorno mentre tu stai guardando lo smartphone”.

Un aforisma per fermarci un attimo a riflettere.

Guardiamoci intorno, guardiamo chi è con noi adesso e riflettiamo con chi abbiamo a che fare ogni giorno.

Nostra moglie, nostro marito, il capo al lavoro, gli amici, il meccanico, l’avvocato, il benzinaio.

Come li abbiamo conosciuti?

In che modo sono entrati a far parte delle nostre vite?

Tramite Facebook, Instagram o un altro social network?

O sono frutto di un incontro reale?

Riflettiamoci, pensiamoci, ora.

Magari ci siamo incrociati al supermercato o ci ha presentato un amico in comune. Ci siamo conosciuti in palestra o su una pista da sci. Ci siamo incontrati sul posto di lavoro, durante una vacanza o in una sala d’attesa, dal medico, dal parrucchiere, in aeroporto.

Pensiamoci, ora.

È vero, il mondo è cambiato, tecnologia, velocità, risultati.

Ma…

“La vita è ciò che ti accade intorno mentre tu stai guardando lo smartphone”

Fino a qualche anno fa, durante le epiche tappe dolomitiche del giro d’Italia si potevano ascoltare i “Vai che manca poco!” e gli applausi ai corridori impegnati in salita. Oggi le mani sono impegnate a filmare con il cellulare quelle imprese che, poi, nella maggior dei casi rimarranno li, sul telefono o su qualche social, per restare seppellite inevitabilmente sempre più in fondo nel nostro diario virtuale.

E il saggio di danza di tua figlia? Quei pochi secondi di esibizione su un campo di atletica o su un palco a teatro?

Visti in pochi pollici di display.

Siamo diventati tutti giapponesi.

E anche tanta apparente soddisfazione che cerchiamo di mostrare esibendo in rete la nostra vita privata. Sembra che si voglia vivere cercando l’approvazione degli altri per sentirci bene con noi stessi.

Quando eravamo felici, e non lo sapevamo, invitavamo a casa gli amici per vedere le foto delle vacanze.

Organizzavamo una cena per sfogliare l’album del matrimonio.

Ci telefonavamo a casa per sentirci, raccontarci, confrontarci e organizzare per vederci davvero, dal vero.

Oggi siamo riempiti di auguri di buon compleanno su facebook perché al mattino appare una notifica.

Ma senza quella notifica chi ci farebbe gli auguri?

Quelli che ci conoscono veramente, che tengono a noi e che fanno parte realmente della nostra esistenza.

Telefono e social sono certamente indispensabili strumenti che accelerano la comunicazione e la nostra produzione di contenuti professionali. Usiamoli per questi scopi.

Ma torniamo a vivere la vita vera, a guardare il sole e non solo l’asfalto, a respirare il profumo della natura, ad ascoltare il rumore del vento e non solo audio messaggi negli auricolari.

Torniamo a riflettere, al risveglio, che siamo vivi prima di aver controllato email, whatsapp e Messenger, ancora sotto le coperte, come se da un momento all’altro dovesse arrivare il messaggio che ci cambierà la vita che poi, se dovesse arrivare, ci verrà recapitato con una classica, puzzolente e lenta raccomandata e solo per confermarci quanto già stabilito a quattr’occhi, dal vero.

E abbandoniamoci alla voglia di dare un abbraccio a chi è al nostro fianco perché, come quando eravamo bambini… Una persona, se ti vuole, ti viene a cercare. Niente sms, email, chat e quelle sciocchezze lì. Viene sotto casa tua, suona il campanello e ti dice: “Voglio stare con te”.

Meno Like e più abbracci.

La vita è occhi negli occhi.

Viviamo onestamente, commettiamo errori ma confessiamoli, perdiamo anche tempo ma non sprechiamolo.

E non tradiamo.

O meglio, non arriviamo a metterci nella condizione di tradire.

Agiamo prima, onestamente, prendiamoci le nostre responsabilità e saremo liberi, sereni, potendo alzare lo sguardo da quel telefono e dall’asfalto per guardare avanti.

Sereni anche di affrontare una grande sofferenza.

La vita è una e morire insoddisfatti, infelici, senza almeno averci provato vuol dire buttare nel cesso il regalo più grande.

E tenete conto che sul cellulare ci sono più batteri che sulla tavoletta del wc.